Elena Franco

Torino, 1973

Vive tra la Provincia di Torino e il Lago d’Orta. Architetto, oltre che fotografa, si occupa a livello internazionale di urbanistica e valorizzazione urbana e del territorio. Della sua formazione in restauro al Politecnico di Torino conserva la capacità di leggere gli edifici e comprenderne le trasformazioni, anche grazie ad un’attenta ricerca storica. E’ autrice di articoli e saggi sul tema della rivitalizzazione urbana ed è spesso invitata a intervenire in convegni e workshop in Italia e all’Estero. Svolge, inoltre, attività di formazione e accompagnamento, a enti pubblici territoriali e imprese, per programmi di sviluppo locale, di cui spesso imposta anche l’attività di fund raising. La fotografia – di documentazione e ricerca – occupa una gran parte della sua attività e viene spesso utilizzata nei suoi progetti, anche a supporto del lavoro di costruzione dell’identità locale e di percorsi di messa in rete di potenzialità territoriali. Accanto a iniziative di documentazione su edifici e città, svolge attività di ricerca personale sulla fotografia storica e sul recupero della memoria, spesso con il supporto di fonti archivistiche e approfondimenti iconografici. Ha realizzato collaborazioni fotografiche con il mondo del teatro, lavorando stabilmente con la compagnia teatrale Faber Teater. Utilizza fotocamere digitali ma anche macchine fotografiche istantanee e a pellicola, in alcuni casi d’epoca, che colleziona. Gestisce personalmente presso il suo studio anche tutte le fasi di stampa, garantendone qualità e durata. Il suo progetto fotografico di ricerca sugli antichi ospedali, frutto di una ricerca biennale iniziata nel 2012, ha ottenuto il supporto di importanti enti pubblici e Università in Italia ed Europa e una prima serie di immagini viene ora esposta in una mostra itinerante, accompagnata da giornate di studio e workshop ispirati dal suo lavoro. Grazie alla lettura data da Elena Franco al tema del patrimonio ospedaliero, inoltre, si è creata una rete informale tra i soggetti responsabili dei siti da lei fotografati e si stanno ora attivando numerosi progetti di valorizzazione di questi antichi complessi. La serie “Cauti racconti immaginari”, invece, che racconta - attraverso fotografie recuperate e scatti eseguiti con vecchie polaroid - la storia di un Palazzo nei pressi del Lago d’Orta, ha partecipato all’edizione 2014 della Milan Image Art Fair nella sezione Proposte Mia ed è stata esposta al Frame Foto Festival di Salsomaggiore Terme e al Colorno Foto Festival, sempre nel 2014. Dopo aver partecipato alla proiezione pubblica dei migliori portfolio dell’anno al Musée Elysée di Losanna nell’aprile 2015, con la serie “Hospitalia”, nel giugno 2015 ha vinto a Venezia la prima edizione del “Premio Mediterraneo” e, dopo Venezia, ha esposto a Firenze alla Galleria Via Larga - Palazzo Medici Riccardi.

Il progetto fotografico “Hospitalia” è la ricerca in progress che Elena Franco sta conducendo dal 2012 sulle architetture ospedaliere europee, ricerca indipendente e personale che ha saputo, però, stimolare una messa in rete a livello internazionale e puntuali progetti di valorizzazione. Dopo aver indagato gli antichi ospedali in Europa, per evidenziarne l’importanza quali imponenti monumenti “sociali” e simbolici, per informare circa il patrimonio documentale, artistico e di sapere che conservano e aver fornito nuove chiavi di lettura per il loro riuso, l’autrice ha voluto anche evidenziare il profondo legame che unisce gli ospedali, dal Medioevo al XX secolo, al territorio. Partendo dalle carte, dalle mappe e dai documenti d’archivio (che sono stati fotografati) questo ulteriore viaggio fotografico mostra il rapporto degli ospedali con la terra. Fonte di cibo e di ricavi per la sussistenza delle strutture ospedaliere, il territorio europeo è stato per secoli plasmato dalle politiche agrarie ed economiche degli ospedali che lo hanno gestito, migliorato e pianificato sino al XX secolo almeno, quando è iniziata la dismissione di molti fra i beni territoriali nosocomiali ma anche la dismissione degli stessi edifici ospedalieri, difficili da adattare a nuovi bisogni e funzionalità. Ricercando luoghi, toponimi e analogie nel paesaggio contemporaneo, il suo lavoro non vuole essere una semplice lettura nostalgica dei tempi che furono o la documentazione del mutamento del paesaggio da agricolo ad antropizzato, ma vuole far emergere un pezzo di storia economica, forse sconosciuta ai più, al fine di stimolare una riflessione collettiva sul senso della cura, intesa come cura del territorio, tema mai così attuale e per il quale è necessario un approfondimento in termini di sostenibilità, non dimenticando tuttavia gli aspetti legati al welfare e della capacità di accoglienza, in un momento cruciale per le politiche europee. Le immagini del portfolio allegato sono relative all’Ospedale Maggiore Ca' Granda di Milano, ai suoi archivi e ai luoghi di Fallavecchia e Morimondo. La scelta di presentare il caso milanese, fra i tanti che costituiscono la ricerca fotografica, è motivata dal fatto che proprio l’ospedale milanese progettato da Filarete è stato, per almeno cinque secoli, il modello di accoglienza europeo.

Foto totali 10
Formato 75x50 cm
Edizione 7+2pa
Stampa Getto inchiostro
Supporto Carta cotone Sihl Masterclass Smooth gr. 320